Professionisti contro YouTube Italia

Youtubers improvvisati e falsi esperti in economia, finanza, marketing resi celebri da un popolo ignorante.

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Italia – Alcune associazioni e federazioni professionali di categoria, stanno organizzando una causa giudiziaria contro YouTube Italia e non solo.

YouTube, Facebook, Instagram, TikTok, Twitter, Linkedin, sono social network che possono aiutare davvero i professionisti, ma sono anche la manna per truffatori e falsi professionisti.

L’Italiano medio è un popolo che segue le masse, senza utilizzare obiettività. L’Italia è tra i Paesi più ignoranti d’Europa con il 62,1%. Forse è proprio questa ignoranza che permette a persone improvvisate di aver successo e clienti. I social networks e le piattaforme d’intrattenimento sono un importante mezzo per l’informazione, ma l’intelligenza sta nel capire e dividere l’intrattenimento dal professionale.

Consulenti aziendali, specialisti in marketing, nutrizionisti, preparatori atletici, traders, cuochi, e tante altre categorie si stanno unendo per una gigantesca e difficile causa giudiziaria per far regolarizzare il settore della consulenza e formazione nei vari campi e far introdurre la moderazione ed eliminazione degli accounts e canali di individui che propongono consulenze, formazione senza essere autorizzati e senza averne le competenze.

“Assurdo come youtubers che hanno iniziato ad allenarsi in palestra da pochi anni pretendono di sentirsi esperti fornendo consulenze di preparazione atletica e alimentare ad altri utenti. Potrebbero creare dei danni seri.”

“E’ bello vedere tanti appassionati di cucina e di cibo, ma non hanno diritto di sentirsi chef, sommeliers o di poter fare recensioni di ristoranti anche stellati come se fossero esperti in materia, senza menzionare che è un loro giudizio personale e specificare che loro non sono esperti.”

“Far video e parlare di economia, marketing. Aver seguito con tanti seguaci non significa essere esperti in Marketing e Comunicazione. Riuscire a campare grazie a monetizzazioni e sponsors non fa di te un imprenditore. Investire i propri soldi non fa di te un trader o consulente finanziario. Non puoi permetterti di atteggiarti ad esperto, offrire consulenze e formazione senza avere un background formativo e aziendale. Ci sono bravissimi youtubers in YouTube Italia che fanno intrattenimento, ma alcuni credono di potersi davvero permettere di sentirsi consulenti e formatori. I loro guadagni derivano dall’ignoranza della gente che si affida a loro pensando di aver trovato l’esperto. Ma i veri imprenditori, i veri consulenti e professionisti sanno distinguere un vero professionista. Solo l’ignoranza può far credere che personalità come Marco Montemagno, Marcello Ascani, Riccardo Zanetti, Mirko Alessandrini, Valerie Casto e tanti altri, siano esperti economisti, marketer, preparatori atletici, consulenti finanziari, con reali capacità di fare consulenze ad aziende vere ed imprenditori, di atteggiarsi a grandi chef o preparatori atletici e nutrizionisti. Ovviamente questi sono solo alcuni nomi di youtubers che sanno intrattenere il pubblico magnificamente, però non bisogna davvero confondere tra intrattenimento e altro. Se non hai una preparazione adeguata rischi di far chiudere aziende, di far perdere tanti soldi. Di rovinare le persone. Questo solamente per avere un tornaconto personale, economico o di ego. Non importa il successo degli altri, ma la propria parcella. Per questo chiediamo la regolarizzazione di alcuni settori e la restrizione sui vari canali multimediali. Bisogna far cultura alla gente. Bisogna insegnargli la differenza tra intrattenimento e professionisti veri di determinati settori. La colpa è anche di aziende che sponsorizzano certi artisti dell’intrattenimento.”

Queste le parole dure e veritiere di alcuni professionisti, ovviamente non gli si può dar torto. Sicuramente per loro non sarà facile lottare e vincere questo sistema. La vera vittoria sarebbe abbassare la percentuale d’ignoranza di un intera nazione.

CH News 24 - Real Swiss News ha riportato alcune testimonianze dove sono citati alcuni nomi. Pertanto non siamo responsabili di tali parole.